Gerarchia del disaccordo, ottimo Travaglio, pessimi tutti gli altri.

Non scrivo da un po’, son più fotografo nei tempi recenti, che persona poliedrica che sono.

Mi capitava l’altro giorno di vedere un film che sicuro sarà capitato per le orecchie di tutti: Il Divo.

Ora io ho visto il film e dai primi cinque minuti si evince che Sorrentino è Il regista italiano. Di regie così moderne, brillanti, fresche accompagnate da sceneggiature, sempre firmate Sorrentino, perfette ad ogni scambio di battute se ne vedono poche al mondo, figuriamoci nella terra dei natali in etiopia (e sul tema vi consiglio di cuore questo video).

Comunque dopo il film sulla spettacolare e spericolata vita di Giulio Andreotti ho spulciato la rete alla ricerca di materiale per approfondire il giulio e i vari giulietti che compaiono nel film e mi sono imbattuto in una lettera di Marco Travaglio a Giulio Andreotti.

La “lettera” fa parte del programma di Santoro “Anno Zero” ed è in risposta ad alcune affermazioni del senatore a vita protagonista de “Il Divo”.

Quello che mi ha interessato dell’intervento di Travaglio è l’organicità della sua risposta.

Premessa: Qualche tempo fa era accaduto che Grillo rispondesse a Eugenio Scalfari che lo criticava in una maniera che non mi era molto piaciuta, ma non riuscivo ad definire bene il perchè. In rete mi sono poi imbattuto in una “Gerarchia del disaccordo” di un tale Paul Ghram che qui trovate in inglese e qui, sull’internazionale, in italiano.

Bene in questa gerarchia ci sono sette punti.

A posteriori leggendola ho provato a posizionarvi i dibattiti che sentivo in quei giorni. Ad esempio Grillo che rispondeva a Scalfari dicendo “Tu non puoi parlare perchè in passato etc” Si collocava tra la prima e la seconda categoria. Il dibattito politico italiano direi alla “controargomentazione”, essendo spesso supportata da motiziazioni che mi sembran farlocche non la metterei più su; vi concedo al massimo di metterle a cavallo tra “controargomentazione” e “argomentazione”.

Ora qui c’è l’intervento di Travaglio, la sua Posta Prioritaria diretta a Giulio Andreotti:

In un primo momento Travaglio riprende le esternazioni del Senatore a vita.

Dopo averle riprese le commenta con secondo grado sulla scala del disaccordo. “Lei dice gli omosessuali una cattiva compagnia, i mafiosi che ha frequentato in passato non lo sono?”

Travaglio cita ancora le affermazioni di Andreotti rigurdanti Dante e i Dico. Il giornalista a questo punto Risponde a tono, restando sulla Divina Commedia, e Controargomenta citando alcuni passaggi che mettono in luce il fatto che all’inferno c’erano sodomiti come Pontefici.

Dopo aver dato controargomentazioni di carattere letterario e ad personam, il giornalista, passa a dati, sentenze, testimonianze, affermazioni di colleghi americani e personaggi del mondo cattolico. Sta confutando l’affermazione che i gli omosessuali sono pedofili e che la pedofilia sia un primato riservato solo a loro; lo fa mostrando come il problema sia soprattutto altrove e sia ignorato dal suo intelocutore (“non c’è una sola sua dichiarazione in materia di pedofilia e chiesa”).

Soggettivamente parlando credo che il settimo scalino, il “centrare il nocciolo della questione”, debba essere sotteso a tutto il discorso e debba manifestarsi esplicitamente come acmè dell’esposizione, punta di diamante di una retorica più efficacie.

Concludendo, ho trovato l’articolo di Travaglio molto interessante nella struttura, un ottimo esempio di come si articola una risposta, di quello che deve saper fare un giornalista, uno scrittore e chiunque si metta in un contraddittorio serio.

Bon, questo è tutto quel che mi era saltato in testa.

Credits

Immagine della “Graham’s Hierarchy of Disagreement” dal Create Debate Blog

Testo originale della “Graham’s Hierarchy of Disagreement” dal blog dell’autore

Traduzione della “Graham’s Hierarchy of Disagreement” dal sito dell’internazionale

Segnalazione della “Graham’s Hierarchy of Disagreement” da Smile

Segnalazione del video di Travaglio da LauRubbish

ps il titolo del post è squallidamente inutilmente provocatorio se non si fosse capito!

Bologna: Una birra che vale 50 euro

bologna, degrado, piazza verdi

ieri han multato 12 studenti in piazza verdi che facevano aperitivo, occupavano suolo pubblico e bevevano una birra…

qui una studentessa multata

se avete flickr lasciate un commento e date il fave alla foto per far salire di rilevanza la foto e la notizia

qui la notizia sul resto del carlino

qui su zic

e qui la proposta di alzare le multe, applicarle meglio e la richiesta, da parte di certi, di dimissioni al presidente del quartiere che ha preso le parti degli studenti… vaffanculo…

Inutile sprecare commenti.. e dire che una volta avrei fatto un post di chilometrica indignazione..

So che è banale…

ma è meglio sottolinearle ancora le cose, almeno finchè si può e finchè esiste ancora il sapore amaro dell’indignazione inutile, l’indignazione all’italiana per quello che continua a succedere.

Un primo link, per non dimenticare. [link]

Un secondo link, per capire il messaggio diretto anche al tg3 questa volta, nel caso proprio ce ne fossimo scordati. [link]

Dèjà vu

LeFataliste, con i fiori appassiti tra i capelli.

Aspettando Guccini…

… il 21 Giugno, do corso alla mia insita sublime tamarritudine…

The Chemilca Brothers..

La stalla più fotografata d’America

Partendo dall’assodata affermazione che i commenti siano al 98% inutili e che in internet o son tutti d’accordo per farsi pubblicità o non son mai d’accordo per partito preso; notavo sul blog di grillo il numero di commenti.

Una persona che lascia un commento in un blog che riceve 5000 commenti, 2000 commenti, ma anche solo 1000 o 600, pensa realmente che le parole spese avranno occhi che dedicheranno ad esse l’attenzione necessaria?

Chi migra a dire “figo” o a dire “scemo” non credo possa realmente aspettarsi attenzione nè risposta. I blog non penso siano nati per gestire un flusso di migliaia di pareri. Quanto più aumentano i lettori-commentatori, tanto più si tende a quella che in forma cartacea potrei chiamare testata giornalistica. (dove il commento è quel feed-back che potrei quasi far equivalere al prezzo che i lettori pagano per il giornale) L’idea di partecipazione è assolutamente illusoria, il commento diventa un paliativo per chi si sente escluso.

Gettare una monetina nella fontana ha lo stesso valore di lasciare un commento. Affluiscono gli utenti alla grande piramide e lasciano un sasso ai piedi del monumento. Che sia oro o letame è comunque il loro tributo all’aura di quel luogo. Non siamo qui per cogliere un’immagine”, per parteciparne, “siamo qui per “perpetuarla”.
Ogni commento rinforza l’aura e da colore alla visione di chi si trova davanti alla pagina, un’esperienza religiosa, in un certo senso, come ogni forma di turismo e di liturgia.

Un ringraziamento al rumore bianco di de lillo per il prestito di alcune parole che potete leggere integrali qui di seguito:

Diversi giorni più tardi Murray mi chiese notizie di un’attrazione turistica nota come la stalla più fotografata d’America. Quindi facemmo in auto ventidue miglia nella campagna che circonda Farmigton. […] Presto cominciarono ad apparire i cartelli stradali. LA STALLA PIÙ FOTOGRAFATA D’AMERICA. Ne contammo cinque prima di arrivare al sito. Nell’improvvisato parcheggio c’erano quaranta auto e un autobus turistico. […]

Tutti erano muniti di macchina fotografica, alcuni persino di treppiede, teleobiettivi, filtri. Un uomo in un’edicola vendeva cartoline e diapositive, fotografie della stalla prese da quello stesso sopralzo. Ci mettemmo in piedi accanto a una macchia di alberi a osservare i fotografi. Murray mantenne un silenzio prolungato, scribacchiando di quando in quando qualche appunto in un quadernetto.
– La stalla non la vede nessuno, – disse finalmente.
Seguì un lungo silenzio.
– Una volta visti i cartelli stradali, diventa impossibile vede la stalla in sé.
Quindi tornò a immergersi nel silenzio. La gente armata di macchina fotografica se ne andava dal sopralzo, immediatamente sostituita da altra.
– Noi non siamo qui per cogliere un’immagine, ma per perpetuarla. Ogni foto rinforza l’aura. Lo capisci, Jack? Un’accumulazione di energie ignote.[…]
– Trovarsi qui è una sorta di resa spirituale. Vediamo solamente quello che vedono gli altri. Le migliaia di persone che sono state qui in passato, quelle che verranno in futuro. Abbiamo acconsentito a partecipare a una percezione collettiva. Ciò da letteralmente colore alla nostra visione. Un’esperienza religiosa, in un certo senso, come ogni forma di turismo.
Seguì un ulteriore silenzio.
– Fotografano il fotografare, – riprese.
Poi non parlò per un po’. Ascoltammo l’incessante scattare dei pulsanti degli otturatori, il fruscio delle leve di avanzamento delle pellicole.
– Come sarà stata questa stalla prima di venire fotografata? – chiese Murray. – Che aspetto avrà avuto, in che cosa sarà differita dalle altre e in che cosa sarà stata simile? Domande a cui non sappiamo rispondere perché abbiamo letto i cartelli stradali, visto la gente che faceva le sue istantanee. Non possiamo uscire dall’aura. Ne facciamo parte. Siamo qui, siamo ora.

(Rumore bianco 1984, pp.18-19).

fine riflessione estemporanea, tana libera tutti.

fonte immagine: “mortimer?”

Resistenza

Giusto per non perdere l’abitudine agli ossi di seppia.

TG1 . informazioni di cui potevo fare a meno

TG 1 delle ore 20

- Obama e la Clinton

- Padre Pio, espongono la salma, albergatori, venditori di santini, la maschera di cera di padre pio, intervista alle vecchiette

- Omicidio Meredith, la polizia sequesta dei coltelli

- Un altro morto sul lavoro, sei ieri, lavoro nero, sfruttamento, tangenti, etc.

- Un prete vuole raccogliere fondi per una piazzola per camionisti e prende il volo legato a 1000 palloncini e si perde.

- Una signora si trova un alligatore in casa.

- Hhanno rapito dei cani

- Uscirà un film su andreotti.

Potrei essermi perso qualche notizia distratto dalla raffica di notizie di cui potevo fare a meno.

Potrei quasi non aver fatto caso, tra il prete volante e l’omicidio dell’anno, alle morti sul lavoro.

Quasi quasi non ci faccio caso così posso risparmiarmi di guardare il telegiornale della RAI, della rete che dovrebbe parlare di nuattri.

Glissiamo sulla primavera che arriva e sugli alberi in fiore.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.