
<<I miei nonni eran metztzadri (1) e io c’andavo spessho a pranzo da loro. Mi facevan tzapare la terra e poi adora di pranzo io mi mettevo a tavola e mangiavo. La nonna sapeva che c’avevo paura dei topi ma bishognava che abitando in campagna io non l’avesshi e alora lei caturava un topo e me lo metteva sulla tavola e io dovevo mangiare guardando sto topo.
e ancora
<<ma perchè se te shenti un maiale che grida sta sicuro che son io che l’ammazzo e lo faccio un po’ soffire così poi me lo mangio che ancora perde sangue che c’ha un shapore migliore.
E’ sempre bello mangiare con Roberto. Per chi volesse ricordare altra saggezza popolare può cliccare qui o andare alla fonte.
(1) impossibile rendere la zeta bolognese-persicetana così come la esse emiliana.
Postato in: bologna, emilia, infanzia, luogocomunismo militante, mostri orribili, nonni, ratti



Avevo un amico con una storia simile. Finì a squartare bambini nei bagni pubblici perchè gli ricordavano i maiali della sua infanzia…
ma… °___°
ah e così sputtani poppi? bravo così si fa, xò ha ragione sulla carnazza, ti perdi parecchie cose, come tutti i salumi, i turtlein (tortellini), le lasagne. Poi vuoi mettere un saporito pezzo di salsiccia alla griglia in un bel panozzo
, rispetto un insalatina
e nn spaventà i tuoi lettori, somaro XD