Ritorno da Udine dove per due giorni si è parlato di rete. Non un convegno di blogger bambacciosi ma di gente che bene o male ci vive, ci lavora e intende continuare a lavorarci.
Eccitamento generale e nonostante l’ inflazionamento della parola innovazione hanno preso voce punti di vista piuttsto interessanti.
Io, lì in mezzo ci vagavo un po’ da estraneo, troppo giovane per esser parte di quei giochi, troppo poco web-addicted per comprarmi un mac da usare in sala, abbastanza retrò da prendere appunti invece che twitterare, bloggare, gmailare, facebookare, comunicare.
Interessante State of the net? Molto. Rimetterò in ordine gli appunti e cercherò di trarne le dovute conseguenze con la dovuta calma. Ho la sensazione che se avessi comunicato tutto in tempo reale avrei elaborato poco, difetti di menti fataliste.
A caldo. Ho avuto la sensazione che la “rivoluzione” stia nelle potenzialità della rete e in certe iniziative. Se dovessi dire “la rivoluzione è in atto” non saprei. Tra i presenti serpeggiavano idee e buona volontà ma in certi momenti sembrava che ci si eccitasse nel vivere un sogno molto americano e poco italiano. L’esistenza di una manifestazione del genere dona certamente una prospettiva ottimista anche all’italia dove però le cose da fare sono a livello di materie prime, di cultura, di modi di approcciarsi alla tecnologia.
Quando ci sarà banda larga per tutti, alfabetizzazione informatica, web-culture diffusa, allora si potrà iniziare a parlare di cambiamenti e costruire una net-democracy. Fino a quel momento sarà un’elite culturale in fuga e con lo sguardo sempre rivolto all’estero perchè guardarsi attorno è deprimente. Per chi crede e persegue la costruzione di un laboratorio virtuale mondiale, fare i conti con molti contesti italiani, è dura.
Un commento a caldo, disordinato e un po’ pensieroso su questa stimolante due giorni. Magari quando dopo averci dormito su e avrò risistemato le carte tornerò a scrivere che mi sbagliavo e che God2.o ci ama e ci protegge da lassù. Per il momento non si forzi la mano e si lasci disfare la valigia.
Qui qualche foto dell’accaduto. Vi risparmio foto dei protagonisti e dei luoghi generici, ce ne sono già troppe.
Qui i filmati di alcuni degli interventi.
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Bene, bravo, bis. Molto interessante questa sua gitarella. Passo a porgerle un saluto fugace prima di prendere il volo pour Paris. A presto, pace e bene!
L’hai detto ragazzo, troppo guardare all’estero, non essere mai contenti di (e quindi mai pronti a fare in) casa propria.
E prendere appunti sulla carta è sacrosantobenedettoincoronato, non fidarti di chi si ostina ad usare ammenicoli elettronici per fare anche le cose più banali perchè non ha progredito, piuttosto il contrario.
Non ce l’ho mica con quelli di SoftheN, ma il tuo sentirti spaesato mi fa pensare che hai trascorso troppo tempo immerso nelle immagini sbagliate.